Lo stile di caccia del barracuda mediterraneo (prima parte).

La natura da ittiologo era insita in me anche quando ero poco più che ragazzino, e ciò che mi appassionava di più era poter osservare i pesci nel loro ambiente naturale. Quando poi ho iniziato a pescare a spinning in mare, una delle cose che mi ha affascinato particolarmente, è stato come il barracuda effettuava la sua azione di caccia sulle mie esche artificiali.

In questo articolo che verrà diviso in due parti, ho raccolto qualche mia osservazione su questo pesce. Nella prima parte parlerò delle caratteristiche generali del barracuda mediterraneo e la tecnica di pesca che utilizzo maggiormente per catturare questa specie, per poi nella seconda parte, analizzarne lo stile di caccia.

Sistematica

Sphyraena viridensis, conosciuto comunemente come barracuda boccagialla o come barracuda mediterraneo, è una specie di pesce d’acqua salata appartenente alla famiglia Sphyraenidae.

Distribuzione e habitat

Questo pesce che ormai è presente in quasi tutte le acque che bagnano le coste italiane (fatta eccezione per il medio/alto adriatico) ha fatto la sua apparizione in Italia da trent’anni circa a questa parte.

Non tutti sanno che questa specie sia sempre esistita nel mediterraneo, in particolare nelle zone più meridionali, e che la sua apparizione nelle coste italiane sia avvenuta per via del fenomeno definito come “meridionalizzazione del mediterraneo” (da non confondere con la tropicalizzazione) ovvero la migrazione di organismi marini da zone meridionali a zone più settentrionali del mare nostrum. Questa migrazione è dovuta al progressivo innalzamento della temperatura delle acque, che ha portato molte specie tra cui anche l’ormai “nostro” barracuda mediterraneo, ad ampliare il proprio areale e colonizzare quasi totalmente il mediterraneo.

A mio parere questa colonizzazione potrebbe essere stata favorita dalla diminuzione del numero di predatori tipici delle nostre coste, come per esempio la spigola, che ha permesso al barracuda di ricoprire delle nicchie ecologiche lasciate vuote da queste specie.

Morfologia generale

È un pesce di forma particolarmente fusiforme, compresso lateralmente, con un muso molto pronunciato (la distanza fra gli occhi e la punta del muso è molto accentuata).

Le pinne sono disposte in maniera simmetrica (Prima pinna dorsale simmetrica con la ventrale e la seconda dorsale con l’anale) questa conformazione permette al barracuda un bilanciamento ottimale quando ha la necessità di effettuare dei rapidi cambi di direzione, le pinne che si contrappongono simmetricamente sul dorso e sul ventre del pesce hanno il compito di contrastare il rollio, fenomeno che è molto accentuato sui pesci dalla forma affusolata.

Particolare delle pinne del barracuda mediterraneo
Differenza tra le tre pinne caudali più comuni tra i predatori del mediterraneo.

 

 

La pinna caudale invece è del tipo forcuto, che risulta essere a livello morfologico una via di mezzo tra la pinna caudale di forma lunata prettamente da “maratoneta”, quindi adatta per percorrere lunghe distanze, e quella troncata prettamente da “centometrista”, adatta cioè a compiere scatti brucianti. Questa caratteristica permette al barracuda di spostarsi facilmente per medie/lunghe distanze ma allo stesso tempo gli consente una buona accelerazione durante l’azione di caccia, che avviene principalmente tramite agguati.

 

 

 

 

L’apparato boccale è molto particolare, con una mandibola (più lunga) mobile capace di chiudersi completamente con la mascella (più corta), garantendo un’idrodinamica perfetta.

La forma del muso però non ha solo pregi, infatti a mio modo di vedere, l’elevata distanza fra occhi e punta del muso complica la visione del barracuda a distanze ravvicinate. Poiché la visione binoculare è sfavorita rispetto a quella monoculare. In parole povere il barracuda vede meglio oggetti che si trovano lateralmente o sopra il muso, piuttosto che immediatamente davanti ad esso. Inoltre la visione binoculare è anche quella che determina la visione degli oggetti nello spazio in maniera tridimensionale, venendo meno questo tipo di visione si perde quindi la capacità di avere un’ottima idea di dove si trovino le cose nello spazio, in particolare la profondità di tali oggetti potrebbe essere compromessa.

E se ci riflettete e avete osservato l’attacco o l’inseguimento dell’esca da parte del barracuda, sembra che questo riesca a percepire meglio la vostra esca quando essa si trova ad una distanza maggiore dalla punta del muso, oppure lateralmente alla testa, piuttosto che quando si trovi immediatamente di fronte al muso.

 

Barracuda mediterraneo visto frontalmente, si noti come la posizione degli occhi non permetta al barracuda di avere una buona vista binoculare. (Frame di un video di Epsealon Official)
Tecnica

Sì è già scritto e detto parecchio sulla pesca a spinning al barracuda e preferirei non cadere sul banale. Però vorrei fare delle considerazioni sulle cose che ho scritto precedentemente e come queste possano essere collegate alla tecnica di pesca. Se fate questa pesca, vi sarete resi conto che l’approccio più redditizio è quello che prevede l’utilizzo di un long jerk, preferibilmente slow sinking o suspending, generalmente con colorazioni e dimensioni vistose, recuperato lentamente, con frequenti jerkate, intervallati da stop anche di qualche secondo, analizziamo perché questo tipo di esche possono essere la scelta più appropriata:

  • Dimensioni

Il vantaggio di un’esca di dimensioni generose risiede nel fatto che molti predatori preferiscono spendere energia nella caccia per catturare una grossa preda (che quindi restituisca grande fonte di nutrimento), piuttosto che per una piccola, inoltre le prede solite del barracuda sono spesso pochi pesci ma di grandi dimensioni, ovviamente esistono eccezioni, ma stiamo parlando sempre in linea generale. Se volete avere prova di quello di cui sto parlando potete vedere le foto dei contenuti stomacali, cliccando su questi link:

https://lapescainmare.org/wp-content/uploads/2018/05/DSCF8068.jpg

https://lapescainmare.org/wp-content/uploads/2018/05/DSCF9441.jpg

  • Colore

Sembrerebbe che certi colori siano preferiti dal barracuda, probabilmente colori che catturano molta luce anche in condizioni di scarsa luminosità, o quando i pochi raggi che arrivano sono quelli delle lunghezze d’onda più lunghe (rosso-arancione-giallo) ovvero all’alba o al tramonto, coincidente quindi con gli orari in cui l’attività predatoria di questa specie aumenta.

I colori preferiti dai barracuda negli orari crepuscolari sono quelli con la lunghezza d’onda maggiore.
  • Assetto

L’assetto slow sinking o suspending è il migliore per effettuare recuperi lenti o stop molto lunghi, rimanendo alla stessa altezza della colonna d’acqua, un’esca molto galleggiante o molto affondante non resterebbe in pesca con questo tipo di recuperi.

Ora che abbiamo ripassato alcune delle caratteristiche generali di questa specie siamo pronti per la seconda parte di questo articolo, che pubblicherò la prossima settimana, dove ci metteremo nei panni del pescatore e del barracuda, analizzando l’azione di caccia rispettivamente fuori e dentro l’acqua.

Dottore in Scienze ambientali e laureando in Gestione dell’ambiente e del territorio marino. Appassionato pescatore ricreativo sin dalla tenera età, ora pratica per lo più tecniche che riguardano l’utilizzo di esche artificiali.

Francesco Curreli

Dottore in Scienze ambientali e laureando in Gestione dell'ambiente e del territorio marino. Appassionato pescatore ricreativo sin dalla tenera età, ora pratica per lo più tecniche che riguardano l'utilizzo di esche artificiali.