ULTIMA ORA – Tassa per la pesca in mare: le novità

L’On. Vennittelli (PD) in questi giorni ha proposto un nuovo Progetto di Legge. Lo trovate al seguente link: (clicca qui ).

Riassumiamo qua ciò che riguarda la pesca non professionale. Tutto ciò che c’è da sapere si trova all’articolo 7 del documento messo a disposizione in alto ed è disposto in quattro commi.

  • Il primo comma prevede l’introduzione del “contributo” annuale;
  • A decorrere dal 1 gennaio 2018 tutti i pescatori non professionali dovranno comunicare la loro intenzione di svolgere l’attività di pesca;
  • Al momento della comunicazione o del successivo rinnovo si dovrà pagare il contributo e inoltre:
  1. La quota del contributo è prevista in un decreto del Ministero dell’economia congiunto a quello delle infrastrutture e dei trasporti che verrà proposto entro 30 giorni da quando tale Progetto di Legge diventerà legge ( se mai lo diventerà);
  2. Esiste una quota che ci permettiamo di chiamare “base” per tutti i pescatori ad esclusione dei diportisti che pagheranno il doppio della base (nella prefazione si parla di 50 e 100 euro);
  3. Sono esenti dal pagamento i minori di 16 anni, gli over 65 e i disabili;
  4. In caso di mancanza della licenza è prevista una multa il doppio del valore di quella prevista nell’art. 1168 del codice di navigazione (pertanto crediamo che il suo valore massimo potrà essere di 102 euro ).
  • I proventi dei contributi sono destinati per l’80% al Fondo, la restante parte al CONI.

Che cos’è il FONDO? Se ne parla nell’articolo 4 dello stesso documento. Si tratta appunto di un fondo vero e proprio dove il Ministero emana un decreto per girare i proventi a chi ne ha bisogno. Questi soldi possono essere richiesti per svariati motivi tra cui diversi alla pesca professionale (interventi per le imprese del settore ittico, creazione di società di tutoraggio, ristrutturazioni finanziarie, ecc. ecc.) e altri per la pesca sportiva e ricreativa (informazione, promozione dell’attività, realizzazione dei dissuasori, pesca sostenibile e controllo attraverso le guardie ittiche). Per quanto concerne  la pesca sostenibile e il suo sviluppo, riceverà ben il 24% del totale dei proventi.

Concludendo, questo Progetto di Legge per alcuni aspetti peggiora la situazione e per altri la migliora. Non si parla più di tassa ma di contributo. Le parole sembrano simili ma con la tassa il cittadino pretende un servizio, con il contributo chi paga, lo fa e basta. Inoltre si fa ancora riferimento a un nuovo riordine degli attrezzi per noi pescatori non professionali (art.2 comma g). L’unica consolazione è che si fa accenno alla pesca sportiva, di solito mai menzionata (come se non esistesse). Naturalmente questo documento è ancora in fase iniziale, dovrà passare tutto l’iter parlamentare e subire modifiche (si spera in meglio).

INUTILE DIRVI CHE RISPEDIAMO AL MITTENTE LA PROPOSTA, NON CI SIAMO PROPRIO! 

I nostri soldi devono migliorare il nostro hobby e salvaguardare il mare!