UNA VITA DA AGONISTA: intervista all’atleta Raffaele Aceto

Siamo arrivati alla seconda intervista: oggi il protagonista è Raffale Aceto, 25 anni e vive a Livorno.

  1. Ciao Raffa, anche con te incominciamo con una semplice domanda: da quanti anni peschi? Come ti sei avvicinato al mondo della pesca?

Non ricordo esattamente quando incominciai a pescare, ma ricordo bene la mia prima gara: era il lontano 1997, io avevo appena 6 anni. Era una gara sociale per festeggiare il Natale, e ricordo bene il verdetto di quella prima gara: primo gradino del podio, battendo mio fratello Giacomo che arrivò secondo. Pescavo da prima di questo evento significativo infatti mi sono avvicinato al mondo della pesca grazie a mio padre, che mi ha trasmesso questa passione fin da quando ero piccolissimo .

  1. In quale disciplina/tecnica gareggi? Spiega rapidamente la tua disciplina

Attualmente per una serie di motivi non gareggio più; l’ultima competizione che ho fatto a livello nazionale è stato il campionato italiano di light rock fishing (lrf), al quale mi sono laureato vicecampione italiano. Il lrf si può definire un ramo dello spinning e si basa sull’utilizzo di micro esche cercando di catturare qualsiasi pesce e, se fortunati, anche molto grossi.

  1. A che età hai incominciato a gareggiare? Ti ricordi la tua prima gara? Raccontacela

la mia prima gara la ricordo “bene” ma ero molto piccolo. Non avevo nessuna ansia pre-gara, ero semplicemente concentrato su quello che mi veniva più naturale: pescare!  Ricordo che mi resi conto di parteciparvi solo al momento della premiazione, durante la quale mi consegnarono la mia prima coppa, che conservo tutt’ora gelosamente.

  1. La tua più grande soddisfazione in gara?

A mio avviso la più grande soddisfazione durante una gara è la cattura del primo pesce. In quel momento si manifesta la certezza di pescare nel modo giusto. Ed è appunto una soddisfazione immensa sapere di aver scelto la strategia giusta per iniziare la gara, nella speranza che questa ti porti al risultato sperato.

  1. Quali qualità deve avere un garista?

Le qualità che a mio avviso deve avere un garista è la concentrazione e lo spirito d’osservazione per riuscire a intuire come gli avversari sono in pesca e prendono più pesci di te. La propria strategia di pesca deve variare proprio secondo quest’ottica.

  1. A cosa ambisci? Quando ti riterrai soddisfatto?

Momentaneamente non ho ambizioni di alcun tipo, mi ritengo abbastanza soddisfatto dei risultati che ho ottenuto in passato. Ad esempio ho ottenuto due podi agli italiani di canna da riva, un podio al mondiale per club nella specialità canna da natante, e, per ultimo, ma sicuramente il più importante, il secondo posto ottenuto agli italiani di lrf.

  1. Momento pre gara: come stemperi la tensione?

Il momento pre-gara è sicuramente il momento più emozionante, durante il quale è importante tenere la concentrazione e mantenere salde le proprie strategie d’azione senza farsi prendere dal “panico”. Per evitare ciò mi distraggo canticchiando qualche canzone tra me e me.

  1. Quando dirai basta alle gare? Perché?

Ho momentaneamente abbandonato il mondo gare, perché sfortunatamente la disciplina in cui mi vorrei cimentare non ha avuto molto successo nel mondo gare.

  1. Come mai? Il lrf sta vivendo un momento di crisi? Perché?

Purtroppo organizzare una gara non è banale come può sembrare, ci vogliono autorizzazioni di tutti i tipi da parte delle autorità locali, della Fipsas, luoghi idonei per poter far svolgere le gare in maniera serena ed in sicurezza. Per l’organizzazione di una gara, sopratutto se riconosciuta dalla Federazione, è fondamentale che ci sia una persona con tanta passione e che sia supportata da una grande azienda, la quale deve credere nella manifestazione e aver voglia di investirci. Il lrf non sta vivendo nessun momento di crisi, anzi vedo sempre più persone appassionarsi a questa tecnica che da principio è apparentemente molto semplice, ma pian piano che ci si appassiona, si scoprono migliaia di fantastiche sfaccettature.

  1. Cosa auspichi per il futuro del lrf?

Spero vivamente che sempre più persone continuino ad appassionarsi a questa tecnica che, come     molte altre, ha alla base il C&R e il rispetto per il pesce. Auspico con tutto il cuore che le persone che decidono di iniziare questa tecnica siano rispettosi nei confronti del mare, sempre molto generoso con chi se lo merita.

Grazie Raffaele per la tua bellissima testimonianza. Ti auguriamo tantissime altre soddisfazioni per il futuro. E un augurio va anche al lrf, tecnica in ascesa, che ci auguriamo ritorni ad essere protagonista delle prossime gare.