UNA VITA DA AGONISTA: intervista all’atleta Giacomo Aceto

Da oggi parte la rubrica “Una vita da agonista“. Si tratta di una serie di interviste per vivere un po’ il mondo della pesca sportiva e i suoi campioni, che fanno, della competizione, uno stile di vita.

La rubrica parte con l’intervista a Giacomo Aceto, 28 anni, vive a Torino e gareggia per il Circolo della pesca di Livorno.

 

  1. Ciao Giacomo, incominciamo l’intervista con la classica domanda: da quanti anni peschi? Come ti sei avvicinato al mondo della pesca?

Non ricordo con precisione l’anno in cui mi sono avvicinato alla pesca, ricordo la prima volta che il mio babbo mi ha portato a pescare e non credo di aver avuto più di 6-7anni. Il ricordo resta vivido di quella prima pescata: Io, babbo e mio fratello Raffaele, una cannetta fissa con galleggiante un po’ di pasta da innesco pronta all’uso e via…acqua cristallina ma pesci collaborativi. Tutto questo mi ha permesso di sentire, da quel momento, ogni volta che posso, la “chiamata alla pesca”.

 

  1. In quale disciplina/tecnica gareggi? Spiega rapidamente la tua disciplina (immagina di spiegarla ad un bimbo)

Io ho gareggiato nelle discipline di Canna da riva e canna da natante in mare, per poi dedicarmi da 7-8 anni ad oggi solo a quest’ultima.

La canna da natante, è semplicemente la vecchia tecnica del “bolentino a mano” rivisitata grazie all’utilizzo di canne e mulinelli.

Questo tipo di tecnica è molto divertente e può essere praticata sin da piccoli poiché le gare si svolgono soventemente pescando i piccoli pesci di fondale come perchie, donzelle, saraghi, sparli ecc. ed i pesci, chiamati comunemente, di mezz’acqua come boghe, mennole e sugarelli.

Si pesca prevalentemente con 3 ami e le esche più utilizzate sono il calamaro, il gambero e l’acciuga.

 

  1. A che età hai incominciato a gareggiare? Ti ricordi la tua prima gara? Raccontacela (emozioni, ecc)

Ho iniziato a gareggiare nel 1997 nella disciplina della Canna da riva grazie al magnifico operato di 2 persone della Sezione provinciale di Livorno alle quali sono molto legato e che voglio nominare e ringraziare; il primo è Pino Castellucci, scomparso qualche anno fa. Pino è stata la prima persona a farmi avvicinare sapientemente al  mondo del agonismo insegnandomi la base: come legare gli ami, preparare le varie lenze ecc.ecc.. La seconda persona che voglio ringraziare è Roberto Rapè detto “Bobbe”; persona vera, schietta e con un talento e una passione nello spiegare le cose ai giovani senza eguali. Ciò che “Bobbe” ha fatto per me e per tutti i miei compagni di società non è riassumibile in due parole…non renderebbe giustizia a quanto ha fatto e quanto tutt’ora fa. Per questo ci tengo a ringraziarlo pubblicamente.

La mia prima gara è stata nel Dicembre del 1997, un trofeo che si svolgeva all’interno del porto della città di Livorno; una gara a coppie formate da un bambino e un garista scafato. Ovviamente l’emozione era tantissima, e avere accanto un garista esperto mi rendeva ancora più adrenalinico. Ovviamente io ero stato “impegnato” alla pesca dei pescetti di fondo come piccoli ghiozzi, bavose e scorfani, mentre il garista si dedicava al pesce di taglia come cefali e salpe.  Ovviamente il mio pescato contava poco o nulla ai fini della pesatura finale, ma in fin dei conti, ai tempi, mi sentii anche io partecipe di un ottimo risultato.

 

  1. La tua più grande soddisfazione in gara?

La mia più grande soddisfazione l’ho avuta sicuramente nel 2007 al Campionato Italiano Under 21 svoltosi nella meravigliosa Trieste, città alla quale sono particolarmente affezionato e nella quale conservo molti amici conosciuti grazie alla pesca.  Tornando a quanto domandato, quella gara mi ha regalato la soddisfazione più grande poiché con un 3° posto individuale entrai di diritto a far parte della selezione nazionale di Canna da natante Under 21. Un sogno inseguito tanto…vestire la maglia della nazionale e rappresentarla ai campionati del mondo è un’emozione che non si dimentica.

 

  1. Quali qualità deve avere un garista?

Sicuramente la perseveranza e la voglia di emergere dal gruppo; senza queste due doti difficilmente una persona potrà trovare i giusti stimoli che ti permettono di ripartire con lo stesso spirito dopo ogni gara e dopo delle sonore batoste che inevitabilmente arrivano. Poi le qualità da avere sono tante anche a livello di resistenza fisica; pescare per 10 ore di seguito in barca e mantenere sempre gli stessi ritmi su gare da più di 120 pesci gestendo piombi intorno ai 130 grammi non è una passeggiata.

 

  1. A cosa ambisci? Quando ti riterrai soddisfatto? 

Le ambizioni per me sono molte, mi piacerebbe tornare a vestire, prima o poi la maglia della nazionale nella categoria Senior, ma ciò che sto perseguendo con tutto me stesso non è un successo individuale bensì un successo di squadra…la mia ambizione maggiore è riuscire a portare la bandiera della mia società sul gradino più alto del podio Mondiale insieme ai miei compagni di squadra.

Ovviamente, una volta perseguito un obiettivo, ce ne prefiggiamo subito un altro, altrimenti senza stimoli si perde il senso di gareggiare.

 

  1. Momento pre gara: come stemperi la tensione?

Nel pre-gara durante le competizioni nazionali diciamo che tutti riusciamo ad aiutarci vicendevolmente a stemperare la tensione…ci conosciamo quasi tutti e quindi ogni momento è buono per scherzare e ridere di ogni cosa…fino alla frase del giudice “5 MINUTI!” allora si torna seri…ma ormai manca troppo poco all’inizio della gara per farsi prendere dall’ansia.

Nelle gare internazionali invece, dove vedi sempre persone diverse e a causa delle barriere linguistiche non riesci a “distrarti” parlando con gli altri, cerco sempre di fare il punto della situazione su tutto ciò che dovevo preparare…una sorta di check-list. Fatta quella sono in pace con me stesso e non vedo l’ora di dimostrare a tutti che la fatica fatta per arrivare fin lì è servita a qualcosa.

 

  1. Quando dirai basta alle gare? Perché?

Al momento non ho mai pensato ad un abbandono delle gare! Sono troppo giovane e ho ancora talmente tanto da imparare che smettere a breve sarebbe come lasciare incompiuto un lavoro importantissimo.

 

  1. Essere un garista ha un impatto quotidiano sulla tua vita? Come vivi il mese (o la settimana) prima della gara?

Ovviamente si! Se hai questa passione, pensi a questo tutti i giorni. Ovvio che cerchi di non far mancare il tuo tempo alla famiglia che è la cosa più importante, ma questa è una passione che ti assorbe se non materialmente ( preparazione lenze, modifiche di attrezzatura ecc.ecc.) ti assorbe mentalmente. Pensare a cosa poter fare per migliorare la propria azione di pesca, come migliorare il rendimento di determinate attrezzature sono cose che prima di essere fatte, hanno dietro un lungo studio.

Avendo l’agonismo un impatto così importante nella mia vita, è difficile poter parlare di un “periodo pre-gara”…ogni giorno è un periodo pre-gara e volente o nolente la mia mente mi porta sempre a pensare (almeno una volta al giorno) a cosa potrebbe esserci di difficoltoso nel prossimo impegno che devo affrontare.

 

  1. Il tuo prossimo impegno in gara?

Ad inizio aprile si è aperta ufficialmente l’annata agonistica 2017 con il consueto Provinciale svoltosi sulle secche di Vada (LI). Mi sono piazzato quarto assoluto. Questa è una gara molto sentita, anche se non gli viene riconosciuta la difficoltà che realmente cela. Basti pensare che a Livorno c’è un altissimo concentramento di agonisti nella pesca in mare e soprattutto nella canna da natante c’è una fortissima tradizione di campioni! Quindi è una gara dove niente è scontato. Comunque il prossimi impegno sarà  il Campionato Italiano Individuale che si svolgerà il 9 e 10 giugno sempre sulle secche di Vada (LI), successivamente il Campionato Italiano a coppie (GE), il campionato Italiano a Squadre (VE) ed infine a conclusione di tutto, l’agognato Mondiale per Club in Montenegro, che ci prepariamo ad affrontare con i membri della squadra della nostra società.

Grazie Giacomo per la tua bellissima testimonianza. Ti auguriamo un grosso in bocca al lupo per i tuoi prossimi impegni! 


Mondiale per Club 2013: Giacomo e i suoi compagni di squadra del Circolo della pesca di Livorno.