SCACCO MATTO AI BRACCO: intervista ad Antonio, finanziere e pescatore ricreativo

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Antonio, fondatore del gruppo FB “The Sea Hunters”, pescatore ricreativo e finanziere. Entrato nel corpo della GdF nel 1992, oggi presta servizio nella sede di Pescara.

 

  1. Ciao Antonio, abbiamo saputo di quest’altra vittoria sul bracconaggio. Spiegaci cosa è successo.

Stavamo pattugliando la costa quando ad un tratto abbiamo notato dei piccoli galleggianti semi-sommersi di fronte ad una spiaggia. Grazie all’esperienza di tanti anni di servizio in mare, abbiamo capito subito che si trattavano di reti abusive per catturare le seppie gravide che in questo periodo dell’anno accostano per depositare le uova. I bracconieri questo lo sanno, e puntualmente ogni anno mettono le loro reti a pochi metri di distanza da terra per catturare le seppie. Una volta accertato che si trattava di rete abusiva , abbiamo iniziato a salparle e a sottoporle a sequestro a carico d’ignoti. Le reti erano vuote in quanto da poco calate in mare, avrebbero pescato durante la notte, momento in cui le seppie accostano in gran numero. Credo che grazie al nostro intervento questa notte alcune covate di seppie saranno state salvate.

 

  1. In questi 25 anni di servizio come appuntato scelto immaginiamo che ti sarai fatto una chiara idea della situazione. Quali sono i reati più riproposti che hai notato di persona?

Sono un appuntato scelto e svolgo mansioni di motorista navale a bordo di una vedetta velocissima, classe Falco. Purtroppo di reati commessi dai bracconieri negli anni ne ho visti tanti: chi pescava i datteri spaccando scogli e distruggendo intere aree marine, chi raccoglie ricci di mare in quantità spropositate, ai bracconieri che pescano il tonno rosso in periodo vietato, per finire ai pescherecci che strascicano sotto costa e alle reti abusive calate a due passi dagli scogli o spiagge. Purtroppo in Italia il bracconaggio in mare è molto diffuso.

 

  1. Compiere bene il proprio lavoro è sempre motivo di orgoglio, ma essendo anche un pescatore ricreativo che emozioni ti fa suscitare rispetto ai tuoi colleghi?

 Naturalmente ho scelto di fare il finanziere di mare proprio perché amo il mare e la pesca ricreativa. Amo il mare e le sue creature, e per quel che posso cerco di difenderle, sia dai bracconieri che da gente senza scrupoli che getta in mare di ogni. Certo, essendo anch’io un pescatore sportivo so meglio dei miei colleghi che non lo sono, le problematiche che ha un pescatore sportivo quando va a pesca. Il problema principale sono appunto le reti da posta abusive, calate a pochi metri dalla costa e che impediscono al pescatore di pescare da terra. Mi è capitato tante volte di fare km per arrivare in un posto di pesca e di trovarmi davanti una rete calata a pochi metri da riva e non poter pescare, e devo dire che è molto frustante. Ecco perché quando sequestro una rete abusiva sono contento: so di aver fatto un bene al mare e anche di aver aiutato i pescatori sportivi.

 

  1. Secondo te, il tuo Corpo potrebbe fare di più con maggiori fondi? E se sì, perché?

 Naturalmente se ci fossero più fondi, per avere più motovedette e più uomini si potrebbe fare molto di più. Ci sarebbero più mezzi e più uomini a disposizione per effettuare controlli in mare; non dimentichiamoci che l’Italia è una penisola con tantissimi chilometri di costa e naturalmente dirvi che riusciamo a controllarli tutti sarebbe una bugia.

 

  1. Spesso i pescatori si lamentano che gli organi di controllo non intervengono? Come mai?

 Purtroppo, come dicevo prima, i mezzi e gli uomini a disposizione per un reparto sono pochi e non bastano a controllare per intero una penisola come l’Italia. La nostra nazione è presa d’assalto dai clandestini. Poi considerando anche i controlli per il traffico di droga e armi, si tratta di casi ritenuti più importanti e molto più delicati del bracconaggio perché in  questi ultimi due tipi di reati vengono sfruttate anche donne e bambini. Ecco come la pesca illegale passa in secondo piano per le autorità. I fondi sono pochi, anche per quanto riguarda il carburante, allora lo si destina per mezzi alturieri che pattugliano le acque territoriali per controllare i confini.

 

  1. Cosa consigli di fare ai pescatori quando si ritrovano davanti un atto di pesca illegale?

 Io consiglio a tutti i pescatori sportivi di denunciare sempre e comunque tutti i tipi di pesca illegali che vedono. Molte volte purtroppo la guardia costiera, organo preposto per il controllo della pesca, non interviene. Vuoi per mancanza di uomini e mezzi, vuoi per altri motivi. Comunque parlo di me , e vi posso garantire che combatterò sempre il bracconaggio, e spero che altri colleghi in tutta Italia seguano il mio esempio, per il bene di un mare sempre più povero.

 

  1. Hai prestato servizio per tanti anni a Napoli. Trovi delle differenze a livello quantitativo (e non solo) di infrazioni circa la pesca illegale?

 Ho prestato servizio a Napoli dal 1994 al 2015. Napoli è una bellissima città, ma da questo punto di vista ha dei problemi. La gente fa più difficoltà a trovare lavoro rispetto a Pescara ed è più predisposta a pescare illegalmente per vivere. Ricordo ancora le persone che fermavamo per mare, la risposta era sempre una : “Tengo 5 figli e nu teng fatic caggià fà? aggia ia rubbà?”. Io credevo alle loro parole. Parlo di Napoli ma questa è una realtà molto tipica del Sud (dove sono nato e ho vissuto per anni). In generale si dovrebbero fare leggi più severe che puniscono seriamente i trasgressori,  anche perché io vedevo colleghi scoraggiati da tutto questo. Giustamente ti senti un po’ frustrato a dover rischiare la vita per arrestare un delinquente che il giorno dopo ti ritrovi accanto nel bar. Per quanto riguarda Pescara il discorso cambia; c’è indubbiamente di media una condizione economica più agiata, quindi una qualità della vita migliore, e più educazione civile. Non a caso la pesca illegale è molto meno praticata rispetto a Napoli.

 

  1. Da pescatore e controllore, cosa consigli ai pescatori per non incappare nelle sanzioni?

 Come forza dell’ordine dico di attenersi alle disposizioni previste dalla legge, per quanto riguarda la nautica da diporto e la pesca. La cosa più sensata da fare, è recarsi nella capitaneria di porto di zona e chiedere informazioni sulle zone interdette alla pesca e quelle dove ci si può pescare senza incappare in sanzioni amministrative o penali. Chiedere in quali orari è consentita la pesca nei vari arenili, porti e scogliere. Così pescherete più tranquilli.

 

  1. Cosa ti senti di dire a chi non rispetta le regole?

A chi non rispetta le regole dico di mettersi una mano sulla coscienza, ammesso che ne abbiano una. Il nostro mare purtroppo da anni ormai è martoriato sia dalla pesca intensiva industriale, che dai veleni che sono stati e sono ancora riversati in mare. Se si mettono anche i bracconieri è la fine. Continuando a mettere le reti sotto costa per pescare le seppie o i pesci pieni di uova,  non avremo un ripopolamento delle acque stesse. Se i pescherecci continuano a strascicare in fondali inferiori ai 50 metri, contribuiranno a distruggere il mare e loro stessi: fino ai 27 metri cresce la posidonia che come sappiamo è il polmone del mare, sono piante che ossigenano il mare. Al loro interno depongono le uova molti pesci e crostacei. La posidonia è già in serio pericolo a causa dell’inquinamento, non estirpatela anche voi con le reti a strascico, sarebbe un danno biologico insostenibile per il mare. Si sta facendo incetta anche di pesce azzurro, stanno scomparendo sarde e alici a causa della pesca intensiva. Le sarde e le alici sono fonte di cibo per molti predatori come tonni, alletterati, alalunghe, palamite, sgombri ecc…tutti pesci che stanno diminuendo drasticamente nei nostri mari, alcuni non si vedono proprio più, come ad esempio le alalunghe e le palamite (parlo dell’Adriatico) ma interessa un po’ tutti i mari della nostra penisola: insomma mettiamoci un po’ tutti la mano sulla coscienza, sia pescatori sportivi che professionali…magari siamo ancora in tempo per salvare il nostro mare e i suoi meravigliosi abitanti!

Si ringrazia Antonio per la sua testimonianza.