Usa: riconosciuta l’importanza della pesca sportiva e ricreativa. Un sogno destinato ad essere solo americano?

Da circa una settimana il presidente Obama ha firmato un disegno di legge che, come dice il nome, prevede il riconoscimento economico delle attività ricreative all’aperto, tra cui la pesca sportiva e ricreativa.

La legislazione contribuirà a garantire anche i lavori del settore pesca sportiva e il relativo impatto economico, contabilizzandolo nel prodotto interno lordo (PIL).

Sulla novità ha espresso piena soddisfazione il Presidente e CEO Mike Nussman della Sportfishing Association (ASA) affermando: “Abbiamo sostenuto per anni che la pesca sportiva e la nautica sono stati significativi fattori economici. E’ gratificante che la Camera e il Senato, in uno sforzo bi-partisan, abbiano superato questo disegno di legge, ora diventato legge grazie alla firma del Presidente.”

E in Italia? Quando si arriverà a questo gratificante passo in avanti?

La pesca sportiva e ricreativa ha un forte impatto economico: tutte le attrezzature in commercio quali canne, mulinelli, minuteria, artificiali ecc. comprende un numero rilevante di lavoratori e un ottimo fatturato, considerando distributori e negozi. Ma è limitante parlare del solo materiale tecnico. Bisogna mettere in conto una buona porzione della nautica. I pescatori da diporto sono più di 200 mila e pertanto ci saranno un elevato numero di barche dai 4 metri fino ad arrivare alle taglie maggiori dei Charter. Il mondo della nautica avanza sotto braccio a quello dei motori, ormai veri e propri gioiellini d’ingegneria, specialmente con l’avvento dei nuovi motori elettrici. Che sia una barca di piccole o grande dimensioni, il costo del motore ha un’incidenza importante sul totale dell’acquisto. Quindi anche le aziende motoristiche registrano un cospicuo fatturato dal nostro mondo.

Inoltre la pesca ricreativa e sportiva produce un indotto per il commercio delle esche. Stiamo parlando di tutte le aziende che importano o prelevano dal nostro territorio tutti i tipi di vermi e larve. E’ giusto includere in questa sezione la vendita dei cefalopodi, dei pesci esca e dei crostacei, prodotti della filiera professionale da cui spesso si attinge nei periodi di minore reperibilità.

Infine è giusto includere nel nostro quadro il mondo della televisione. Che sia sul digitale terrestre o su una piattaforma privata, tutti i canali tematici hanno un seguito importante  di abbonati e di share.

Concludendo, questo articolo intende far comprendere le grandissime potenzialità della pesca non professionale. Purtroppo non è stato appositamente messo nessun dato esemplificativo perché effettivamente nessuno fino ad oggi si è permesso di fare un calcolo preciso sull’indotto totale. E’ molto complesso e solo attraverso un lavoro simile a quello americano si potrebbe capire il peso sul PIL nazionale.

Nonostante ciò, proviamo a fare un calcolo semplice attraverso i numeri ufficiali Fipsas. In Italia ci sono

  1. Poco più di 1 milione di pescatori di mare, suddivisi come:
  • 800.000 pescatori da terra;
  • 200.000 pescatori da diporto.

2. 300.000 pescatori di acque interne.

Tenendo conto di quanto abbiamo scritto precedentemente, ipotizziamo che i pescatori da terra e di acque interne abbiano una spesa simile di 300 euro l’anno a persona. E’ un valore di media contenuto ma continuiamo lo stesso nel calcolo. Ora, definiamo un valore di 1.000 euro per i diportisti, considerando anche il costo di ammortamento annuale di barca, motore e carburante.

Tramite un rapido calcolo otteniamo ben oltre mezzo miliardo di euro! Ricordando che il nostro settore non è regolamentato da una legge ad hoc, non è riconosciuto nel suo complesso, è logico pensare che si spreca una grande parte del potenziale.

Per queste motivazioni siamo convinti che una presa di coscienza della nostra classe politica possa garantire un salto di qualità alla pesca non professionale. Per tutelare il nostro hobby, per il mare, per il turismo,  per le casse dello Stato e per far vivere anche a noi il sogno americano!

Andrea De Nigris, amministratore de “La pesca in mare”

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