Puglia, i risultati dell’operazione Poseydon. Duro colpo alla pesca illegale

“La pesca di frodo è una pratica molto diffusa, che produce effetti negativi non solo sull’ecosistema e sulla biodiversità, ma anche sulla salute dei consumatori e sull’economia del Paese. La Puglia, al quarto posto della classifica nazionale conta ben 671 infrazioni accertate, 641 persone denunciate e 268 sequestri. ” Questo è il commento di Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, a margine dell’operazione Poseydon. I controlli mirati di CP e Guardia di Finanza hanno colpito profondamente l’eco-criminalità locale. Il patrimonio naturalistico e faunistico anche questa volta è stato salvaguardato, così come chi ogni giorno dedica ogni giorno tanta passione al mondo della pesca.

L’ottima cooperazione delle Forze dell’Ordine ha portato risultati mai visti precedentemente. Anche in Toscana è stata portata a termine una missione simile. I risultati sono ancora da riepilogare e presto verranno dichiarati.

Come già detto, situazione molto chiara in Puglia. Solo tre giorni fa, infatti, 14 ordinanze di custodia cautelare (5 in carcere, 9 ai domiciliari) ha permesso di concludere l’attività illecita di due gruppi criminali specializzati, a Taranto, nella pesca di frodo con l’uso di ordigni esplosivi.

Gli ordigni erano ricavati da vecchi residuati bellici presenti nel Golfo di Taranto. L’obiettivo  era incrociare i banchi di pesci che cercavano tranquillità nelle acque del Mar Piccolo.

La novità portata dall’operazione Poseydon è il tipo di reato contestato. Fino ad oggi nel mondo marino si era visto raramente richiedere pene per delitti di inquinamento e disastro ambientale, per aver alterato abusivamente e in modo significativo, l’equilibrio di un ecosistema e la sua biodiversità.