In amore contano le dimensioni, nella pesca forse NO!

La cura diretta di questa pagina e la voglia di apprendere sempre più nel campo del Social Media Marketing spesso mi portano a guardarne altre, non per forza riguardanti la pesca, per capire da cosa è attratta la gente. Oggi andrò fuori dagli schemi de “La pesca in mare”: non mi riferirò né a taglie minime né a nulla di simile. Ma non andrò neanche oltre il campo alieutico per non annoiarvi.
Spesso noto che le persone preferiscono vedere un pesce di grossa taglia di una specie non pregiata che altro. Sì, pensano alle dimensioni! Io adoro pescare i cefali. È un pesce che mi diverte tanto pescarlo…ma l’altro giorno sono rimasto di stucco: un pescatore posta la foto di un cefalo di fondo, grosso sì e no 500 gr. Poche ore e piovono un “botto” di like. Al che mi sono detto:”Il pescatore sarà in gamba e magari molto simpatico alla gente”. Ma nonostante ciò non riuscivo a spiegarmelo, con tutto il rispetto per i cefali, i like erano veramente “troppi” per una cattura che oserei definire, normale. La sera stessa aspettavo una chiamata da un amico, una chiamata per chiacchierare e confrontarsi sulla pesca. Alle h. 18:15 squilla il telefono e dall’altro capo c’è Lorenzo Aliboni di Pesca All In Top Angler Italia. Dopo un primo saluto, gli spiego la questione e anche lui aveva il mio stesso pensiero. E aggiunge: “Andrea, sai qual è il problema? La gente da una foto non capisce gli sforzi che fai! Sai quando vado a trote e ne pesco una, che soddisfazione? Perché magari la trota non sempre è grossa ma le energie spese per arrivare al posto giusto pesano e tutto ciò rende più importante la cattura. I sentieri di montagna, l’umidità, i salti, le cadute e le arrampicate, quelli non li vede nessuno! Se solo la gente li vedesse, la mia trota varrebbe quanto un big fish!” Allora ho pensato al sottoscritto che per evitare il caos del turismo, non si contano i chilometri su scogli acuminati, le discese sulle scogliere, i sentieri infuocati di giorno e impestati di insetti di notte del basso Salento, magari carico con attrezzatura da rock, cassettone e zaini… Ho pensato al nostro Matteo Desideri, qualche mese fa in Liguria che per raggiungere uno spot si è calato ed è risalito (a suo dire anche peggio) in corda per una parete verticale . E per cosa? Un cappotto, un pesce di buone dimensioni e qualche volta un bel pesce di taglia e soprattutto pregiato. Spesso la fatica è maggiore della resa. E se ci aggiungi il bracconaggio e la pesca illegale, il solo pensiero ti farebbe stare incollato su una sedia a riposarti. Ma la passione e la perseveranza vincono sempre…A maggior ragione dopo una cattura, la soddisfazione è tanta. Solo dopo pescate simili, sorridi compiaciuto e capisci: in amore contano le dimensioni, nella pesca forse NO!
Andrea De Nigris, amministratore “La pesca in mare”.
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Sud Salento

 

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Matteo Desideri in Liguria

 

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Un pezzo di scalata in Liguria

 

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Lorenzo Aliboni soddisfatto (e affaticato) dopo la cattura di una trota