IL PALAMITO

Il palamito è una tecnica molto proficua ed è limitato dalla legge dal numero di ami: massimo 200! I professionisti possono calare in mare fino a 5 volte di più. Il nostro consiglio iniziale è, per chi ha poca esperienza, di non superare inizialmente i 30 ami. Maggiore è il loro numero e maggiori saranno le difficoltà per salparlo o introdurlo in acqua. Quindi cos’è un palamito? Una lenza lunga ripartita in più braccioli che a seconda della configurazione adottata varierà il pescato e l’assetto. Infatti esistono diversi palamiti: a fondo, di superficie, a vela, a festoni, a bandiera, a mezzerino, a filaccioni (che non sono un vero e proprio palamito) e quelli selettivi ( a dentici o orate). Escludendo la variante da subito perchè molto complessa, oggi li descriveremo quasi tutti. Incominciamo elencando gli elementi fondamentali: nylon dallo 0,80 in su per la lenza madre, 0,35 in su per i braccioli, ami da palamito, galleggianti, piombi e se volete stopper, perline e girelle. L’innesco madre meno costoso è la sarda. Ma possono andar bene anche i vermi, i gamberi, altri tranci di pesce, granchi ecc ecc PALAMITO A FONDO: appunto sarà adagiato sul fondo e punterà tutti i pesci che lo caratterizzano come scorfani, pagri, tordi, orate ecc.  PALAMITO DI SUPERFICIE: l’obiettivo sono tutti i pesci “d’altura” come sgombri, sugarelli, boghe, occhiate, spigole ecc che si trovano per la maggior parte del tempo nei primi metri d’acqua. PALAMITO A VELA: principalmente punta al pesce di costa in quanto è l’unico sfruttabile senza una barca e avrà un minimo di galleggiabilità (poi dipende dal fondale) in quanto viene introdotto dall’arenile o dalla roccia bassa (trovate un punto abbastanza basso, agevole e con un minimo di spazio) e sfrutta la forza del vento di terra per andare a largo attraverso una vela. Il cosiddetto barchino (vi farò vedere in un video com’è fatto e come costruirlo) può essere molto semplicemente un pallone da sub con molto vento (possibilmente senza bandiera in modo da far capire l’assenza del pescatore) oppure una specie di barca a vela con vento modesto.  PALAMITO A BANDIERA: parte dal fondo e termina in superficie in modo tale da “setacciare” tutta la profondità del mare e quindi puntare su più prede. PALAMITO MEZZERINO: come si può intuire dal nome è posto a metà o comunque sollevato dal fondo. Inoltre un altro tipo di classificazione sono la robustezza: se sarà leggero penseremo ad ambire a orate, spigole, mormore o comunque pesci che non raggiungono facilmente una grande stazza; medio per dentici, tonnetti o simili; pesante per tonni e spada. Questo è per dire che con l’aumentare del peso del pesce aumenteranno i diametri e gli accorgimenti. Il nostro consiglio per gli amatori è quello di creare un unico palamito e poi di adattarlo alla situazione con piombi o galleggianti. Ora faccio un esempio per uno da 30 ami. In caso si voglia aumentare la quantità contate 3 metri in più per ogni bracciolo. Serviranno almeno 100 metri di filo e punteremo una soluzione economica ovvero il nodo fisso del bracciolo lungo circa 1,5 metri senza gli stopper e perline. Lasciamo agli estremi 5 metri (nel caso di quello a vela verso l’estremo di terra molti di più i quali possono essere sostituiti con un secondo cordino) e leghiamo un bracciolo ogni tre metri attraverso un nodo per palamito. Con gli stopper ecc è ancora più semplice: basta introdurre la sequenza stopper-perlina-girella-perlina-stopper inizialmente per tutti i braccioli e poi si blocca tutto sul filo principale. Questo ci permetterà di variare in base la pesca, la lunghezza e il diametro dei finali. Le lunghezze sono da mantenere almeno come quelle sopra riportate. Blocco questa introduzione sulla costruzione. Capisco che sia alquanto vaga ma in questa tecnica ci si può sbizzarrire molto. Se volete qualche consiglio per avere una vostra variante non resta che chiederlo in privato! Sarò a vostra completa disposizione.

Palamito a vela
Palamito a bandiera
Palamito a fondo
Palamito a mezzarino
Palamito di superficie