COME IMPOSTARE UNA BATTUTA DI SURF by SANDRO MELONI

Da una discussione su un forum tra Sandro Meloni e un altro utente abbiamo recepito degli interessanti spunti che riassumiamo qui per voi. In grassetto vengono evidenziate le risposte di Meloni; la frase iniziale anticipa la questione a cui Sandro risponde. Buona lettura.

  • una battuta di pesca a surf casting si incomincia utilizzando identici finali per tutte le canne in acqua ed esche morbide. Questa configurazione secondo Sandro è indispensabile per farsi un’idea della soluzione migliore, quel quadro tattico che all’inizio di ogni pescata è difficile avere. Se di vuole effettuare surf casting ad un buon livello è bene utilizzare lo Short rovesciato, adattissimo ad esche morbide. Quest’ultime sono le favorite all’inizio perché permettono al pesce di mangiare con più facilità.
  • il controllo dell’esca si effettua con alta frequenza nelle prime battute. Quando un surf caster incomincia a pescare, l’esca deve essere controllata ogni 15 minuti; via via si arriverà a mantenerla 1 ora.
  • l’uso del tentacolo della seppia. Secondo Meloni risulta essere una soluzione generica, adatta ad un predatore quando gira poco pesce. E’ bene utilizzare lo short per mobilità, duttilità e tenuta al groviglio.
  • se il fondo si chiude. Nel caso in cui ci sia una zona in cui il fondo pian pianino si riempe, è bene utilizzare un flotter o ancora meglio…consiglia di posizionare l’esca sul margine. Si deve pensare a questa soluzione senza insistere, se dopo un po’ non arriva la cattura, si deve cercare di non lanciare più in quel punto.

 

Veniamo adesso a come interpretare le spiagge basse. Possono anzitutto essere affrontate in TUTTE le situazioni, ma con delle tattiche particolari:

1) Fase montante della mareggiata. Si ha un periodo fertile brevissimo ed occorre sfruttarlo con rapidità ed idee chiare. L’onda è bassa, la corrente elevata; occorrono esche tenere, tempi di controllo brevissimi, finali lunghi, sondaggio a raggera, evitando la lunghissima distanza.

2) Fase costante. E’ il momento dell’acume tattico; quel ‘muro’ frena la corrente (lo si capisce osservando una risacca proporzionalmente inferiore alla forza esterna) quindi occorre trovare il canale parallello, e poi andarci sopra con costanza e convinzione. Il canale parallelo giusto, non è quello che ingoia il piombo, e neppure quello in cui il piombo ‘vola’. E’ quello che trattiene a mala pena un piombo (ad esempio, un cono) da 150-175 grammi.

3) Fase calante. Via con l’artiglieria esterna! Occorre tarare i piombi per una ‘passeggiata’ laterale, sulla fascia esterna di frangenza; roba di massimo 10 minuti, dopodichè si recupera e si lancia a valle (sacrificate la ricerca del predatore, quella verrà più tardi). E’ il momento di saraghi e spigole.

4) Fase finale. Entriamo tra i predatori. Facciamolo con convinzione e scelte appropriate, senza mantenere i piedi su due o tre staffe. Giusto una canna, ogni due controlli, possiamo metterla dentro l’onda, con il suo diellea, poi di nuovo sotto con il predatore.

 

E la spiaggia profonda? La spiaggia profonda, altro non è che una spiaggia bassa molto compressa sulla riva; è come se l’orizzonte fosse a 60/70 metri, non di più. Nessun frangente esterno, nessuna lunga gittata, un unico, lungo, settore rettilineo.

Ma parafrasando sull’atteggiamento tecnico del surf castman, se la bassa e la media, costringono alla difesa ad oltranza il pescatore, la profonda lo costringe ad ‘attaccare’. Qui emergono i limiti tecno-tattici del surf castman.

Cosa fare se non si hanno indizi? Che distanza operativa? Quali esche?

Quando si affronta una spiaggia ad alta energia con adeguato moto ondoso, occorre anzitutto disporre di un meteo affidabile, capace di indicare l’evoluzione oraria della mareggiata e quindi, del vento. Stabilito questo punto, dovremmo avere le idee chiare sull’ora ‘zero’, quella che di fatto aprirà le reali possibilità di pesca.

Stabilita la lateralità della corrente e conosciuta l’ora d’inizio della fase costante, non rimane che scegliere la postazione.

Questa dovrà essere distante circa 300 metri dal limite della spiaggia a valle di corrente (il calcolo è semplice, verte sul tempo intercorso dal tramonto alla fase costante, tradotto in minuti. Ipotizziamo che la ‘stanca’ arrivi alle 22,00; avremo 240 minuti, quindi 240 metri dall’estremità a valle di corrente, in quanto su spiaggia profonda, il pesce importante non cammina a più di 100 metri l’ora). Inutile provare ad intercettarlo prima, il pascolo sarà velocissimo e svogliato.

La spiaggia profonda, non è un granchè nella prima fase della montata, che dovrà essere dedicata quasi essenzialmente allo studio ed alla osservazione, magari riposando ed evitando un dispendio inutile di energie. Ma vedere che fanno i finali, il loro diametro, i piombi, le esche tenere, i calcoli delle OM (onde minuto), disegneranno in noi il futuro scenario tattico. E’ anche il momento di approntare i ricambi, i finali alternativi, perchè è probabilissimo il passaggio del predatore e noi, dovremo essere pronti.

La fase costante ci dovrà vedere molto attenti e concentrati; circa 13-14 onde al minuto, indicano che la porta sta per aprirsi. Lasciamo perdere la lunga distanza e concentriamoci tra i 40 ed i 60 metri, non cerchiamo il predatore sinchè non tocchiamo il grufolatore; sarà lui a dirci se è il momento o meno (nel senso che smetterà improvvisamente di importunare le canne). Sardine, fasolari, cannolicchi, murici, calamaro, dovranno essere alternati per 10 minuti ciascuno, per poi concentrare la mira (esche, finale e distanza) al primo contatto utile. Ottenuto il contatto/preda, occorre anche seguirlo, facendo cioè superare la canna a monte da quella a valle, sinchè necessario.

La fase calante, se avremo fatto bene la costante, è una vera e propria ‘raccolta’. Riduciamo all’inverosimile i lanci, montiamo dei pater con dei bracci molto lunghi (2-3 bracci da 40 cm), alleggeriamo quanto più possibile i piombi, utilizziamo le esche vincenti della serata, ma teniamo a mente che là sotto, può da un momento all’altro, passare il mostro. Fate in modo che, quel trancione sullo short pesante sia fresco e pronto, con un bagnetto di 10 minuti, ogni due o tre cicli delle altre esche.”

 

RIASSUMENDO:

1) DECISIONE DEL POSTO, INDIVIDUARE CANALI ECC ECC;

2) SISTEMARE LA STRUMENTAZIONE;

3) INCOMINCIARE LA BATTUTA CON 2/3 CANNE CON IDENTICI FINALI (ESCHE MORBIDE);

4)IN BASE AL RISULTATO SI CONTINUA O SI CAMBIA CON ESCHE PIU’ DURE.